Diagnosi di infertilità: cosa c’è da sapere?

Il 4 settembre giornata mondiale della salute sessuale riaccende i riflettori sull’importanza dei controlli per valutare la propria salute sessuale e riproduttiva soprattutto quando la cicogna si fa desiderare.

L’infertilità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l’infertilità una patologia e la definisce come l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali mirati non protetti. L’infertilità in Italia riguarda circa il 15% delle coppie mentre, nel mondo, circa il 10-12%. Questa patologia può riguardare l’uomo, la donna o entrambi (infertilità di coppia). Può anche però accadere che vi sia un’impossibilità per quella particolare unione tra individui di concepire la vita.

L’infertilità femminile, responsabile del 35-40% dell’infertilità di coppia, può dipendere da diverse cause: alterazioni ormonali, alterazioni tubariche, patologie uterine, età della paziente, malattie sistemiche o genetiche.

In alcuni casi può derivare dall’impossibilità di avere rapporti sessuali per vaginismo, disturbo sessuale che si manifesta a livello fisico-psico-somatico rendendo difficoltosi i rapporti sessuali.Ecco perché in occasione del 4 settembre, giornata mondiale del benessere sessuale, è bene ricordare che, indispensabile nella valutazione dello stato di salute e fertilità della donna è anche la visita ginecologica,  che prevede un’accurata raccolta della storia familiare e clinica con un attento esame obiettivo generale e dei genitali. La diagnosi di infertilità si basa, poi,  su dosaggi ormonali e indagini strumentali.

La visita preconcezionale

Si tratta di una visita consigliata a tutte le donne in età fertile- spiega la dottoressa Elisabetta Colonese specialista in ginecologia e consulente del portale Mustela Formazioneinfanzia.it– che va a valutare la propria salute riproduttiva, la propria riserva ovarica ed eventuali anomalie uterine morfologiche. Durante la visita, vengono prescritti esami preconcezionali tra cui quelli ormonali e torch (rosolia, citomegalovirus, toxoplasmosi) atti a individuare la quantità della riserva ovarica della paziente. Inoltre, viene valutata la storia famigliare e personale della paziente e vengono dati consigli sulla propria fisiologia riproduttiva e su eventuali cambiamenti della riproduzione relativi all’età e alle patologie, così che la paziente possa essere informata e fare una scelta consapevole sulla propria riproduzione.

Quando iniziare i controlli

In base all’età della donna, si consiglia sotto i 35 anni di aspettare almeno un anno di tentativi prima di ricorrere all’aiuto di uno specialista di fertilità, sopra i 35 anni si può ricorrere ad aiuto dopo i sei mesi. Ci sono  eccezioni come la paziente endometriosica, paziente con ploblema a ovulare, sindrome dell’ovaio policistico, infezione da clamidia e problematiche tubariche.

Diverse soluzioni all’infertilità di coppia

Aiuti di primo livello sono i rapporti mirati e inseminazione, aiuti di secondo livello sono Fivet e ICSI.

I rapporti mirati sono un aiuto strategico, di primo livello, per l’infertilità di coppia

Sono previste delle ecografie atte a monitorare l’ovulazione della paziente e la crescita dell’endometrio durante il ciclo mestruale- prosegue la dottoressa Colonese- così da poter dire alla coppia quando è il momento giusto per avere il rapporto finalizzato al concepimento. Il rapporto mirato può essere pilotato dall’ovulazione spontanea della paziente oppure può essere anche stimolato.

L’inseminazione artificiale è una tecnica di aiuto di primo livello in caso di infertilità di coppia, la quale prevede che le tube della paziente siano aperte, che il seminale sia valido.
Inoltre, l’inseminazione prevede una stimolazione con minimo quantità di farmaco oppure si può fare anche su ciclo spontaneo. Verrà valutata l’ovulazione attraverso ecografia e verrà poi inserito, al momento opportuno, un piccolo catetere indolore in utero per depositare il seme capacitato.

Fivet e Icsi: due tecniche di procreazione medicalmente assistita di secondo livello che prevedono la stimolazione multipla che verrà monitorata con esami del sangue ormonali ed ecografie ovariche ogni 48 ore così da vedere quando la paziente sarà pronta al prelievo ovocitario.

L’intervento prevede l’aspirazione dei follicoli, creati artificialmente, all’interno dei quali si trovano le uova. Una volta finito l’intervento- precisa l’esperta- le uova si mettono a contatto con gli spermatozoi e si aspetta che si formino gli embrioni per poi trasferirli in utero attraverso il transfer embrionario. Con la FIVET gli spermatozoi vengono messi intorno all’uovo mentre con la ICSI si inserisce meccanicamente uno spermatozoo nell’uovo, forzando così la fecondazione

Di enorme rilevanza anche gli aspetti psicologici: quando una coppia è sottoposta a un trattamento per l’infertilità, uno o entrambi i partner possono andare incontro a frustrazione, stress emotivo, sentimenti di inadeguatezza e sensi di colpa. Possono alternarsi sentimenti di speranza e disperazione. L’incapacità di comunicare e il senso di isolamento inducono rabbia e risentimento reciproco e verso familiari, amici o il medico.







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.