Oggi la depressione si cura anche con la neuromodulazione

La depressione è per alcune persone una fastidiosa compagna di vita. Caratterizzata principalmente da umore triste, pensieri pessimistici, sentimenti di colpa e sensazione di perdita di speranza, spesso chi ne soffre pensa che non ci sia via d’uscita. La sensazione è quella di annegare in un mare in tempesta. Tuttavia una scialuppa di salvataggio esiste, anzi più di una. A spiegarlo è Beatrice Casoni, Direttore sanitario della clinica Neurocare di Bologna, che da anni si occupa di sostegno psichiatrico e psicoterapico.

Quando si parla di depressione si intende un vero e proprio disturbo, che va al di là del semplice stato di demoralizzazione in cui a molte persone è capitato di trovarsi dinanzi alle avversità della vita. La depressione infatti continua anche quando le difficoltà vengono superate. Risulta necessario pertanto trattare questo disturbo con la dovuta attenzione.

Alcuni possibili trattamenti

“Fondamentale, quando si parla di salute mentale, è l’approccio bio-psico-sociale che prenda in considerazione l’individuo nella sua totalità, quindi il lato organico, psicologico e le condizioni sociali per intervenire in tutte le condizioni che possono causare disagio” spiega la dottoressa Casoni. La depressione va combattuta attraverso un mix di elementi, coniugando ai farmaci la psicoterapia, senza la quale il disturbo non verrebbe capito e poi accettato. Vero è che talvolta la depressione non passa grazie a psicoterapia e farmaci, anche dopo tanto tempo. Una volta esclusi errori medici nella prescrizione e nel dosaggio delle medicine, resistenze personali al farmaco o errata assunzione della terapia prescritta, in questi casi si può parlare di Depressione Maggiore Resistente. Se i sintomi del disturbo non diminuiscono, anzi peggiorano, in seguito ai trattamenti, non bisogna comunque darsi per vinti. “Le contromisure da adottare nel caso di depressione resistente consistono in variazione della terapia in atto” spiega sempre la Direttrice di Neurocare. Negli ultimi anni si sta sempre più parlando di neuromodulazione. Una stimolazione cerebrale più o meno focalizzata, direzionabile e reversibile, in grado di modificare prevedibilmente il modo in cui i neuroni comunicano tra di loro e di conseguenza di modificare il comportamento umano sostenuto da quei neuroni.

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