Buonanotte bruxismo

Il 18 marzo è la giornata mondiale del sonno. Bramato da tutti, per qualcuno resta una chimera. Eppure si registrano casi straordinari, come quello di Nicole Dielen che, affetta da sindrome della bella addormentata, nel 2012 dormì per 64 giorni di fila.

Tanti possono essere gli argomenti da affrontare riguardo a Morfeo. Consigli su come dormire bene; test della personalità: tra i tanti il più famoso suona più o meno così: “in base a come dormi ti dirò chi sei”. C’è però un aspetto che spesso rimane in secondo piano, ma riveste una parte fondamentale: è il bruxismo, che riguarda una fetta non trascurabile della popolazione. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Asmi (Associazione stampa medica italiana) è un disturbo che colpisce il 30 per cento degli italiani.

Di cosa stiamo parlando? E quali sono le sue cause?

Il bruxismo è una condizione caratterizzata dal digrignamento e serramento dei denti dell’arcata superiore con quelli dell’arcata inferiore ed è dettata dall’involontaria contrazione dei muscoli masticatori durante il sonno. Di solito colpisce i bambini nella prima età scolare e scompare poi autonomamente al completamento della dentizione permanente. Di norma diminuisce con l’avanzare dell’età, ma può colpire anche gli adulti.

La causa di questo disturbo non è del tutto chiara, ma è una concomitanza di più fattori: stress, ansia, problemi emotivi e psicologici, mal occlusioni dentarie, alcune malattie neurodegenerative, ma anche alcool, fumo e caffeina. Numerose le conseguenze che comporta: l’usura dei denti, l’aumento della sensibilità dentale, dolore a mascella e mandibola, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e mal di testa.

La soluzione esiste

Il bruxismo è comunque un problema a cui si può porre rimedio sia tramite l’aiuto del dentista oppure tramite quello dell’osteopata. Secondo la dottoressa Lorenza Vannozzi, Medico Chirurgo, Specialista in odontostomatologia e ortodonzia “il dentista o l’ortodontista deve intervenire sulla bocca con un Bite di riposizionamento o mascherine, in materiale plastico o in resina, che rivestano i denti in modo che ne impediscano lo sfregamento e quindi l’abrasione. Questo è il danno peggiore a cui si può andare incontro, col rischio di determinare anche un danno estetico, ma soprattutto la distruzione dei denti fino all’esposizione dei suoi strati più interni con la sintomatologia correlata: ovvero la perdita del dente”. La dottoressa Bianca Finzi, osteopata e consulente del portale Formazioneinfanzia di Mustela, invece spiega come apporvi rimedio con l’aiuto della sua materia “attraverso il trattamento osteopatico è possibile agire su meccanismi neurofisiologici alla base di questa condizione, compito dell’osteopata sarà quello di valutare e trattare tutte quelle strutture coinvolte in questo disturbo tramite tecniche scelte in base alla necessità e all’età del paziente. Tra le principali componenti da trattare troviamo: il sistema cranio-sacrale, la muscolatura masticatoria, l’articolazione temporo-mandibolare e il tratto cervicale della colonna vertebrale con il fine di alleviare la sintomatologia del paziente”.

dottoressa Lorenza Vannozzi
dottoressa Bianca Finzi

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