Essere bambini e adolescenti ai tempi del COVID

Il 20 novembre è la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma che ripercussione psicologica ha avuto la pandemia sui bambini e sugli adolescenti? Rispondono tre professioniste.

        <h2>Le parole della dottoressa Silvia Riboldi</h2>      
    <p>La psicoterapeuta e consulente del portale <a href="https://www.mustela.it/">Mustela</a> per i professionisti <a href="https://formazioneinfanzia.it/">Formazioneinfanzia.it.</a> Silvia Riboldi sostiene che “nei più piccoli sono esponenzialmente aumentati i disturbi d'ansia, quelli del sonno e le fatiche scolastiche. Bambini che non si concentrano perché invasi dai propri pensieri, che hanno strutturato vere e proprie fobie per il contagio e la possibilità di essere loro stessi “untori” di trasmissione del virus”. La dottoressa Riboldi racconta questo aneddoto: “Una piccola paziente lo ha chiesto direttamente, lasciando i genitori spiazzati e lasciando intravedere tutta l'angoscia che il suo comportamento da mesi mostrava: &lt;&lt; Io lo so che il nonno è morto per colpa mia, gli ho portato la malattia &gt;&gt;”. Conclude: “Abbiamo tanto da ricostruire, piccoli passi da fare e una società che deve restituire due anni di salute psicologica ai più piccoli. Adesso è il momento ma dobbiamo essere consapevoli che il percorso può essere più lungo di quanto ciascuno di noi desidererebbe”.</p>     
                                <figure>
                                    <img width="300" height="252" src="https://www.piramida.it/wp-content/uploads/2021/11/Dottoressa-Silvia-Riboldi-psicoterapeuta-300x252.jpg" alt="" loading="lazy" />                                         <figcaption>Dottoressa Silvia Riboldi</figcaption>
                                    </figure>
        <h2>A sostegno della psicoterapeuta Silvia Riboldi interviene la dottoressa Elisa Stefanati</h2>        
    <p>“I bambini hanno fatto molta fatica a comprendere il concetto di <a href="https://www.piramida.it/category/salute/">virus</a> che ha stravolto le loro abitudini e quelle del mondo intero, perché è qualcosa che non si vede con gli occhi e che quindi sfugge al controllo. Una bimba continuava a sollevare i tappeti di casa alla ricerca del COVID-19, perché riferiva di volerlo schiacciare con i piedi. È stato molto complesso il processo di mentalizzazione del killer invisibile nei bambini, perché spaventa maggiormente ciò che non si vede e che lascia indifesi e incapaci di far fronte alla minaccia.” La dottoressa Stefanati consiglia “vedo bambini sotto i 10 anni che sono tornati ad affidarsi ai rituali prima di dormire, che si separano a fatica dalle figure di accudimento, che chiedono continue conferme di presenza e rassicurazioni. Compito dei genitori è quello di guidare i piccoli in questa riflessione profonda sulla parte negativa di ciò che hanno vissuto, compresa la paura della malattia e della morte. Genitori e adulti di riferimento e insegnanti possono giocare un ruolo chiave nella rielaborazione e ri-narrazione del presente dei bambini e dei ragazzi.”</p>       
                                <figure>
                                    <img width="240" height="300" src="https://www.piramida.it/wp-content/uploads/2021/11/Dott.ssa-Elisa-Stefanati-Psicoterapeuta-240x300.jpg" alt="" loading="lazy" />                                         <figcaption>Dottoressa Elisa Stefanati</figcaption>
                                    </figure>
        <h2>Dal punto di vista degli adolescenti</h2>       
    <p>La ricerca “I care” condotta presso l’Università degli Studi di Palermo evidenzia come durante il periodo di lockdown in Italia, ovvero tra marzo e maggio 2020, il 35% degli adolescenti abbia provato sentimenti di ansia e disagio, il 32% bassi livelli di ottimismo e il 50% basse aspettative per il futuro (cfr. anche Musso e Cassibba, 2020). Ha commentato questa ricerca la dottoressa Beatrice Casoni “a questo hanno contribuito oltre che l’inevitabile timore del contagio, anche le misure restrittive che hanno costretto gli adolescenti a mettere in stand-by le amicizie, le relazioni sentimentali, le attività ludiche e sportive. Nel tentativo di mantenere una parvenza di normalità, la maggior parte dei ragazzi in età adolescenziale, ha iniziato a trascorrere molto più tempo online, incrementando l’utilizzo di internet fino al 50% ed esponendosi ai rischi connessi all’uso prolungato dei dispositivi elettronici come alterazioni del ritmo sonno-veglia, sintomi ansiosi e depressivi”.</p>       
                                <figure>
                                    <img width="170" height="300" src="https://www.piramida.it/wp-content/uploads/2021/11/foto-primo-piano-170x300.jpg" alt="" loading="lazy" />                                         <figcaption>Dottoressa Beatrice Casoni</figcaption>
                                    </figure>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.