La periferia al centro di Bergamo

“Fuori dal centro”. Si intitola così la terza edizione del Festival di Fotografia organizzata dall’associazione FOTOGRAFICA, in collaborazione con il comune di Bergamo. Un tema delicato quello degli scatti al centro della mostra: la vita in periferia. Un modo per sensibilizzare sulle condizioni di vita di chi abita in
periferia attraverso gli obiettivi dei fotografi. Allestita negli spazi della ex centrale elettrica Daste e Spalenga e il Monastero del Carmine, aprirà i battenti sabato 2 ottobre e sarà visibile fino a lunedì 1° novembre. Al suo interno 10 mostre, workshop, eventi e iniziative.

Da luogo di degrado a simbolo di rinascita

La periferia è un posto ai margini della città, spesso un luogo di degrado sociale e di malessere. L’idea è quella di mettere in luce come un luogo così buio, triste e negativo, possa, invece, diventare creativo. Simbolo di rinascita, un’opportunità per progettare, condividere il futuro.

“Fuori dal centro” è ambientata in luoghi simbolo della città orobica, sono stati scelti infatti: la ex centrale elettrica riqualificata durante gli anni divenendo un polo per lo sviluppo culturale e ricreativo. Il Monastero del Carmine, invece, ospita la sede del Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche.

A Daste vanno in scena le visioni di Basilico

A Daste sarà presente una delle 10 mostre, quella di Gabriele Basilico. L’artista racconta un viaggio nella città di Bergamo mettendo in relazione architetture e spazi con contraddizioni e assonanze.

foto di Basilico, fonte sito web Archivio di Gabriele Basilico

Al Monastero del Carmine si svela la periferia dell’anima e della città

Per raccontare la ricerca del bello, Monika Bulaj con la sua “Broken songlines”, si appoggia all’aiuto delle minoranze in fuga, dei nomadi, dei pellegrini e dei fuggiaschi di oggi. L’autrice terrà anche uno spettacolo teatrale, il 27 ottobre, basato sullo stesso tema. Evidenzierà il corpo come contenitore del segreto della memoria collettiva.

Francesco Faraci, invece, con il suo progetto Malacarne, concentra il lavoro svolto in tre anni di attività a Palermo. I soggetti principali sono i bambini che nelle realtà di periferia devono imparare le regole dello stare al mondo troppo velocemente.

“Baraccopolis” è l’idea realizzata da Sergio Ramazzotti, qui si tocca un tema discusso e che interessa a un essere umano su sei: le baraccopoli. Sono il simbolo della periferia più estrema: della città, della società, ma anche della dignità umana. L’8 ottobre è in programma la proiezione del docufilm riguardo questo tema.

Con il suo progetto: “L’altra faccia” tra Verdellino, Zingonia e Ciserano”, Giovanni Diffidenti ha deciso di narrare l’attività di Sgauzzi Onlus, “A Beautiful Wave”. Una mostra che rappresenta il lavoro di recupero effettuato dall’associazione in questa zona, si parla anche del processo di abbattimento delle Torri di Ciserano, documentando il prima e il durante.

Festival della fotografia

Non sono solo le periferie delle città a essere immortalate, ma anche quelle del mondo: “Il Piccolo Pamir Afghano” è una raccolta di immagini che rappresenta la storia di Corridoio Wakhan, una striscia di terra dell’Afghanistan nordorientale.

Mirella e Luigi sono i due protagonisti del racconto di Fausto Podavini. Uniti in matrimonio da 43 anni. “MiRelLa” vuole raccontare gli ultimi quattro anni di matrimonio, tormentati dalla malattia di Luigi, l’Alzheimer. Il 2 e 3 ottobre l’autore terrà un workshop per quanti vedono la fotografia come racconto e non come una semplice immagine.  

Altro importante luogo considerato da sempre periferia, ai margini della società, sono le prigioni. Questo tema viene affrontato nella mostra “Prigionieri” di Valerio Bispuri. Nella sua trilogia di racconti sulla libertà perduta, mette in luce le condizioni di vita dei detenuti per capire difficoltà, bisogni ed emozioni.

“Diagnosis” di Emile Ducke è la narrazione del viaggio del treno San Luca. Il convoglio, che 10 volte all’anno per due settimane, attraversa la Siberia offrendo assistenza sanitaria a chi non può riceverle e abita in terre remote.

“Physis” è l’ultima mostra all’interno del Monastero del Carmine. L’autore, Cristian Rota, vuole esprimere quanto sia piccola la presenza dell’uomo. Un confronto impietoso quello con la Natura, capace di creare e distruggere.

Monastero del Carmine, fonte: pagina ufficiale Facebook del Festival di Fotografia

Dietro le immagini: una nuova prospettiva sulla vita 

Il 5 ottobre si terrà l’evento “Mondi e storie dietro le immagini”. Relatore Mario Calabresi, giornalista e scrittore, che coinvolgendo i fotografi presenti, proverà a spiegare come cambia la percezione dei luoghi, degli avvenimenti e delle persone attraverso la lente di una macchina fotografica.

Infine, il 9 ottobre spazio alla conferenza “Periferia a memoria” a cura del Museo delle storie di Bergamo. Al centro il tema delle immagini a sostegno della costruzione della memoria per le periferie: perché l’importante è guardare, ma prestando attenzione ai dettagli.

Per prenotare e acquistare i biglietti è possibile andare sul sito ufficiale del festival: https://fotograficafestival.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *