25 maggio: Giornata Mondiale dell’Enuresi

L'Enuresi un disagio da non sottovalutare

Il 25 maggio si celebra la Giornata Mondiale dell’Enuresi, un’occasione per poter parlare con esperti di un problema che crea disagi a intere famiglie. Infatti, può capitare a tutti i bambini e di qualsiasi età, di fare la pipì a letto. Ma il problema nasce quando il proprio bimbo di oltre i 6 anni, tutte le notti, non si accorge e rilascia urina.  Per le mamme non è una situazione semplice da gestire, visto che ogni notte devono preoccuparsi di cambiare le lenzuola, ma molto più importante e preoccupante è di certo la condizione psicologica del figlio

 

La Giornata Mondiale dell’Enuresi è stata istituita proprio per fare luce sui numerosi aspetti della patologia, frequente in età pediatrica, per i bimbi di 5 anni. L’enuresi interessa, tuttavia, anche i bambini di 10 anni e, come confermano i dati della Società Italiana di Pediatria, non scompare con l’adolescenza. Inoltre, occorre sottolineare che c’è un’incidenza maggiore dei maschi rispetto alle bambini.  E’ importante indagare le cause dell’Enuresi: familiarità, difficoltà di controllo della vescica, ma anche ridotta produzione dell’ormone antidiuretico e, per finire, concause anche psicologiche.

L’enuresi è una patologia che genera insicurezze nel bambino, ma anche forme di malessere e cali di autostima. Pensiamo solamente che, chi soffre di enuresi, preferisce non andare in gita con gli amici, e nemmeno dormire a casa loro. Anche passare la notte dai nonni diventa un problema. Ovvio che le interazioni sociali sono compromesse, con effetti negativi anche sulla sfera emotiva.

I pediatri hanno un ruolo determinante in questo caso, soprattutto per spiegare alle famiglie l’importanza di un atteggiamento volto alla comprensione e non alla condanna. I bambini hanno bisogno di certezze e devono essere supportati, compresi e aiutati. Di certo, mai rimproverati.

E non si deve pensare che il problema possa passare. Occorre affrontarlo, a partire dall’assunzione di alcuni comportamenti  e abitudini, come ad esempio, quello di fare bere il bambino almeno 1,5 litri di acqua entro le 18. Ma anche evitare, per cena, l’assunzione di liquidi come minestra o di cibi ricchi di calcio. I bambini devono abituarsi a fare pipì prima di andare a letto e devono essere educati a svuotare la vescica. Attenzione alla stitichezza, perché potrebbe essere una concausa dell’enuresi: l’intestino colmo di feci comprime la vescica, costringendola ad una attività più amplificata

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