Perchè una filiera alimentare piu’ sostenibile?

Che cos'è la filiera agroalimentare?

La filiera agroalimentare è definita come: “insieme delle attività per l’agricoltura, la produzione primaria, la trasformazione industriale, la distribuzione e il consumo dei prodotti alimentari”.
In altre parole è la catena di attività che contribuisce a portare un prodotto alimentare dalla sua produzione al suo consumo o dal campo alla tavola. 

informa sulla struttura della filiera

Perchè la filiera agroalimentare cosi concepita, non è sostenibile?

I modelli di produzione e consumo maggiormente sviluppati e sottostanno alle logiche vigenti nel xx secolo: produrre più a meno. 
Questa logica è alla base della maggior parte dei problemi ambientali connessi alla filiera agroalimentare. 
Quest’ultima è responsabile infatti: 
-del 60% della perdita di biodiversità e del 33% di suoli degradati;
-del pieno sfruttamento del 90% degli stock ittici commerciali e del 20% delle falde acquifere mondiali;
-produce circa il 24% delle emissioni totali di gas serra. 
(ISPRA,2020)

 

I problemi sociali legati al cibo

Il cibo è un diritto. Attualmente però, circa 821 milioni di persone soffrono la fame e  2.1 miliardi di persone sono obese o in sovrappeso. 
Nel frattempo, circa 1.3 milioni di tonnellate di cibo sono sprecate ogni anno. 
Le diete elaborate per le necessità del secolo scorso, ricche di carboidrati e  con una lunga shelf-life, contribuiscono inoltre allo sviluppo di NCDs, malattie non trasmissibili legate alla dieta e alimentano ulteriormente i sopracitati paradossi.

Altri paradossi si presentano quando si declina il ragionamento in chiave economica.  Disuguaglianza di reddito e ridotte opportunità si allineano con la difficoltà a raggiungere diete più sane. 
Questo a causa di una valorizzazione economica mal strutturata degli alimenti, dove gli alimenti che convengono alla popolazione con fasce di reddito inferiori partecipano all’insorgenza delle NCDs.

Verso una nuova filiera

Per limitare i problemi associati alle filiere agroalimentari è necessario che tutte le realtà coinvolte nella catena alimentare acquistino consapevolezza e transitino verso nuovi modelli di produzione e consumo.
Le scelte dei singoli possono avere un notevole impatto sulla salute e il benessere di molti. Benessere anche per il pianeta che ci ospita e ci accoglie tramite una riduzione degli impatti di filiera. 
Un esempio di conversione a nuove logiche viene offerto dal gruppo Fileni che, da anni, presta sempre più attenzione alla costruzione di una filiera consapevole e responsabile.  

L’azienda ha deciso di puntare sulla qualità del prodotto, come assunzione di responsabilità verso il consumatore, e sulla sostenibilità, come assunzione di responsabilità verso tutte le risorse ambientali impegnate durante il circolo produttivo.

 

Per quel che riguarda i problemi sociali legati al cibo, Fileni continua ad impegnarsi nella lotta contro lo spreco alimentare.
Il paradosso dello spreco alimentare colpisce tutte le fasi della filiera, e dunque è bene cercare strategie per ridurlo in ognuna di esse. 
Gli scarti di lavorazione del pollo non sono rifiuti, ma materie prime per produzioni secondarie. In questo modo si riduce lo spreco nella fase di trasformazione. 

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