TUMORE AL COLON: CHIRURGIA D’ECCELLENZA AL S.ANNA DI FERRARA

Tumore al colon: una nuova tecnica chirurgica e riabilitativa permette, in gran parte dei casi, di lasciare inalterate le funzionalità dell’ultimo tratto dell’intestino. L’ospedale di Ferrara eccellenza e riferimento per questo tipo di patologia

L’intervento chirurgico per neoplasie del colon-retto (seconda neoplasia per incidenza in Italia)  prevede l’asportazione della porzione di intestino malata e dei linfonodi vicini. Per quanto concerne i tumori che insorgono negli ultimi centimetri dell’intestino, in questo caso è necessario un accurato studio preoperatorio per stabilire la posizione del tumore: se la neoplasia è particolarmente vicino all’ultimo tratto dell’intestino, l’intervento sarà demolitivo e prevedrà il posizionamento di un contenitore sterile di raccolta, permanente.

Grazie ad una nuova tecnica operatoria, però, in una gran parte dei casi è possibile salvare la naturale funzionalità intestinale sia attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi di dissezione chirurgica, con un’innovativa tecnica mini-invasiva chiamata TA-TME (Trans Anal Total Mesorectal Excision), sia utilizzando un trattamento di radioterapia e chemioterapia pre-operatorio. Questo intervento permette di asportare radicalmente il tumore lasciando però indenne l’ultimo tratto dell’intestino,  praticando una sutura tra quest’ultimo e il colon. Il periodo post-operatorio è caratterizzato da una specifica riabilitazione funzionale dei muscoli del pavimento pelvico, associato a particolari indicazioni dietetiche e nutrizionali. Ad eseguire questo tipo di operazione chirurgica l’equipe del prof. Paolo Carcoforo, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia 2 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria (Arcispedale “S.Anna” di Ferrara).

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Nella foto l’equipe del S.Anna da sinistra Prof.Carcoforo-Bardasi-Govoni-Ascanelli-Marcello-Soliani.

La tecnica chirurgica che applichiamo in Chirurgia 2 – ha dichiarato il prof. Paolo Carcoforo – non è utilizzata in modo diffuso a livello nazionale. Questo fa sì che Ferrara rappresenti un centro di riferimento per il trattamento di questa patologia.

Questa tipologia di intervento – ha dichiarato il dott. Daniele Marcello permette di risparmiare l’apparato sfinteriale nel trattamento delle lesioni del retto e porta al paziente notevoli benefici. La lesione viene infatti asportata senza interventi invasivi. Ovviamente la tecnica chirurgica deve essere poi aiutata da una riabilitazione funzionale nel post operatorio”.

“La ricerca rappresenta il volano per garantire una assistenza sanitaria migliore.  Questo aspetto caratterizza l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara”, dove didattica ricerca e assistenza si integrano prioritaria mission dell’Ospedale. Sono le parole della dott.ssa Paola Bardasi, Commissario Straordinario del S. Anna.

“Quando parliamo di cancro il tema prioritario è quello di intervenire per salvare la vita e guarire il paziente. Ma contestualmente è importante, soprattutto per determinate patologie che richiedono interventi demolitivi, cercare di garantirgli anche la qualità di vita successiva – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute RaffaeleDonini.

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