Se messa male può infastidire gli occhi: occhio alla mascherina

La mascherina è diventata ormai parte della nostra vita ed indossarla in maniera corretta è assolutamente indispensabile per proteggere noi e gli altri. L’uso scorretto, infatti, ci espone a rischio contagio ma non solo. Se messa male, infatti, rischia di infastidire gli occhi, creando problemi come fastidi e irritazioni fino alla cosiddetta “congiuntivite da mascherina”.

Se la mascherina non aderisce perfettamente al naso si genera un passaggio d’aria che fa sì che il fiato risalga lungo le guance. Questo comporta fastidi.

“Il differenziale tra la temperatura corporea e quella ambientale genera una condensa ricca di microrganismi che, sfruttando il passaggio d’aria lasciato dal dispositivo, può raggiungere gli occhi.  I batteri “buoni” del cavo orale e innocui in tale sede e le forme batteriche della cute possono entrambi “trasportati” dal fiato verso l’alto, risultare aggressivi sugli occhi e provocare infezioni . Per questo la situazione si aggrava qualora siano presenti forme di infezione dermiche intorno alla bocca” spiega il dottor Claudio Savaresi Primario Unità Operativa Oftalmologia Policlinico San Marco – Zingonia (BG); Direttore C. B. V. Palazzo della Salute Istituto Clinico Sant’Ambrogio – Milano; Responsabile Scientifico VISTA System Ophthalmology Research Center – Milano.

Il Dottor Claudio Savaresi

La mascherina può infastidire gli occhi

In generale, se messa male, la mascherina può infastidire gli occhi, creando fastidi e stanchezza. Se trascurati, possono evolvere in problematiche più gravi che necessitano dell’intervento dello specialista. Un “occhio” di riguardo va riservato alla congiuntivite batterica che può essere indotta proprio dall’utilizzo improprio della mascherina, la cosiddetta “congiuntivite da mascherina”.

Spesso, infatti, il rischio è confondere l’infezione con un sintomo del Covid19, per questo è necessario che sia uno specialista a pronunciarsi. Tramite diagnosi differenziale, si distingue una patologia di origine batterica da una di causa virale che può destare più sospetto in termini di coronavirus.

I fastidi più frequenti

Il dispositivo, a contatto diretto della palpebra inferiore, con la trazione dell’elastico che la mantiene bloccata, può provocare un piccolo spostamento del bulbo oculare. Se dunque la mascherina viene messa male può infastidire gli occhi e provocare una dissimmetria dell’asse visivo, generando astenopia, cioè stanchezza visiva.

Bisogna fare attenzione all’effetto combinato generato da mascherina e luce blu. Il rischio è alterare lo strato idrolipidico del film lacrimale e di conseguenza, lasciare il campo libero ad agenti patogeni. Quando si sta tanto tempo davanti ad uno schermo la superficie oculare va incontro a secchezza oculare per l’effetto nocivo della luce blu. In più la carenza di movimenti delle palpebre fa venire meno la corretta distribuzione delle lacrime sull’occhio. Se si associa anche il flusso di aria calda del respiro, indirizzato verso gli occhi, il rischio di secchezza oculare è ancora maggiore.

Un ulteriore pericolo “indiretto” può derivare dalla disinfezione. Il mancato ricambio dei dispositivi di protezione di naso e bocca e la continua disinfezione con alcol possono essere dannosi. L’evaporazione alcolica del disinfettante utilizzato sulla mascherina, può generare irritazioni a livello congiuntivale che, a lungo andare, si possono tradurre in congiuntivite. Sarebbe meglio preferire una mascherina nuova alla disinfezione continua, con l’uso di alcol di quella vecchia.

Alcuni accorgimenti

Esistono in generale alcuni piccoli accorgimenti in grado di prevenire tutto questo.

«In primo luogo, il consiglio è optare per un dispositivo che si adatti al proprio viso e risulti più comodo. Si deve, poi, piegare il bordo superiore della mascherina, in modo che rimanga aderente alla piramide nasale. Così non si lascia spazio alla fuoriuscita del respiro verso l’alto. In generale vale sempre la regola d’oro. Lavare e igienizzare le mani prima di indossare la mascherina e fare attenzione a toglierla sempre dagli elastici» afferma il professore.

Infine un aiuto importante sono gli spray oculari. I liposomi contenuti all’interno ripristinano velocemente il film lacrimale e la barriera protettiva dell’occhio.

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