Lo smart working è nemico degli occhi?

I tempi in cui avere uno schermo davanti, o magari un paio di cuffie, comodi a casa, voleva dire relax e comodità sono finiti. O meglio, non significano esclusivamente divertimento. Da supporto per godersi un film o della buona musica, tv, computer, tablet sono diventati, durante il lockdown e ora con le nuove esigenze di contenimento del contagio da Covid19, strumenti irrinunciabili. Ma trascorrere molto tempo davanti ad uno schermo ha effetti dannosi, che si manifestano, a livello oculare, con bruciore, secchezza, stanchezza e arrossamento. Ma quindi lo smart working è davvero un nemico degli occhi?

La tecnologia “ai tempi del Coronavirus” cerca le migliori strategie per una comunicazione ottimale, sia per lo smart working che per la didattica a distanza. Ma rischia anche di sottoporre il nostro corpo ad uno stress mai osservato prima. 

La luce blu può infastidire gli occhi

Ciò che balza immediatamente in cima alla lista dei potenziali “contro” sono gli effetti sulla salute oculare.  “L’esposizione prolungata alla luce bluspiega il dottor Claudio Savaresi, Primario Unità Operativa Oftalmologia Policlinico San Marco – Zingonia (BG)- comporta dislacrimia, ovvero un’eccessiva evaporazione lacrimare e interferisce con la corretta lubrificazione oculare“.

Gli effetti sul ritmo sonno-veglia

La luce, tra cui la cosiddetta luce blu influisce non poco sull’attività del nostro organismo e infastidisce gli occhi. In presenza di forte illuminazione esterna, tendenzialmente di giorno, il nostro corpo secerne serotonina, l’ “ormone della felicità”, e cortisolo. Entrambi ci mantengono svegli e attivi. Se il nostro occhio è sottoposto all’interferenza della luce blu anche in orari notturni, o dopo il tramonto, si inibisce la produzione di serotonina. Si tratta dell’ormone contrario, che induce il rilassamento. L’assorbimento da parte della retina di luce blu nelle ore precedenti il sonno genera impulsi nocivi e interferisce con la corretta produzione di melatonina. L’ormone in questione è responsabile del sonno e la carenza di esso genera scompensi al ciclo circadiano“. Così facendo il rischio è che il nostro organismo scambi la notte per il giorno.

Nel lungo periodo, inoltre, l’irraggiamento da luce blu può determinare l’invecchiamento dei tessuti oculari e quindi anche della retina, del cristallino e del vitreo. L’ideale sarebbe riuscire a separarci dagli strumenti retroilluminati qualche ora prima del sonno e prediligere passatempi di altro tipo. 

Smart working in sicurezza: alcuni consigli

Esistono però alcuni rimedi e strategie per aiutare i nostri occhi e fare in modo che lo smart working sia alleato e non nemico degli occhi.  Per prima cosa bisogna assicurarsi di lavorare, leggere, giocare con i dispositivi in un ambiente illuminato in maniera corretta da una fonte centrale. Sbattere frequentemente le palpebre, inoltre, è molto utile. In questo modo si verifica una corretta distribuzione del film lacrimare, che può venire meno se si fissa in maniera continuata lo schermo. Se la lacrimazione non è sufficiente, si verifica la dislacrimia e il rischio è una visione annebbiata e ostacolata dai fastidi elencati poco sopra.  Si possono usare colliri o, meglio ancora, gli spray. Così facendo si aiutano gli occhi a ripristinare i lipidi del film lacrimare.

Un’accortezza fondamentale è mantenere la giusta distanza dallo schermo. Generalmente 50-80 cm a separarci dal monitor sono utili a favorire non solo una buona visione ma anche una corretta postura. Per quanto riguarda la posizione del device, invece, bisogna assicurarsi che sia perfettamente di fronte all’osservatore, senza costringere l’occhio ad una visione lateralizzata. Attenzione anche ai riflessi. Che si tratti di luce naturale o artificiale è bene non averla mai contro lo schermo, la difficoltà di individuare l’immagine affaticherà l’occhio.

È necessario, infine, ogni tanto volgere lo sguardo lontano, in questo modo si elimina il rischio di “disimparare” ad adattare la visione alle situazioni. Se fissiamo troppo a lungo un display i nostri occhi “perdono” la capacità di accomodarsi rapidamente a distanze diverse. Fare una “ginnastica” oculare più volte al giorno mantiene i nostri occhi “in forma”.

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